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Carpi futura e M5S richiamano il Prefetto sulle firme per il referendum: "Non se ne lavi le mani"
Provincia - Carpi
Giovedì 30 Marzo 2017 09:50
alt"Con riferimento alla richiesta dei gruppi consiliari di Carpi Futura e Movimento 5 Stelle per permettere ai consiglieri di vidimare le firme per il referendum per evitare di vendere AIMAG, e nonostante le sollecitazioni di alcuni deputati di un intervento del prefetto, la risposta del prefetto è una non-risposta, ossia se ne lava totalmente le mani e lascia completa libertà di scelta al Comune.
 
La risposta è ovviamente impostata su quanto il comune gli ha comunicato a garanzia, e cioè di “aver incaricato un cospicuo numero di funzionari” addetto alla mansione di certificatore. Il cospicuo numero di funzionari effettivo è di 6 dipendenti comunali volontari, che devono presenziare ai banchetti fuori orario di lavoro, li abbiamo dovuti cercare uno per uno e si sobbarcano una buona mole di lavoro, chi più chi meno. A loro si aggiungono tre uffici pubblici (protocollo, elettorale e Qui città) composti di pregevoli persone, ma il cittadino meno facilmente decide di entrare in un ufficio per andare a firmare.
 
La lettera del Prefetto non risponde nel dettaglio alle osservazioni puntuali poste in merito ;inosservanza di disposizioni di leggi, pronunce e sentenze nel merito che il Movimento 5 Stelle solleva e rimarca in una delle missive. Il Prefetto cita un articolo di legge a suo comodo, l';art. 8 del D.L. nr.267/2000, informando che lascia l'autonomia di scelta al comune in quanto di esclusiva competenza locale e omettendo tutto il resto (di cui vengono elencati in allegato al comunicato gli 
articoli relativi alle inadempienze). 
 
La risposta diventa paradossale nel momento in cui il Consiglio comunale si è espresso a settembre 2016 (ergo in tempi antecedenti il quesito referendario) con un voto unanime di tutto il consiglio comunale per aggiornare il regolamento e permettere ai consiglieri comunali di raccogliere le firme.
 
A chi spetta applicare ciò che le mozioni approvate chiedono? Magari spetta anche al segretario comunale !!!!! Non solo, anche il difensore civico regionale e il Consiglio di stato invitano, anche durante l’iter referendario, ad aggiornare il regolamento. Si dà il caso che il Sindaco, assieme alla giunta e al gruppo di maggioranza locale, si sia totalmente preso gioco della mozione. 
 
Siamo di fronte a ostruzionismo puro. Invitiamo pertanto il Sindaco e l’attuale maggioranza a lasciare da parte atteggiamenti infantili e permettere ai cittadini di poter manifestare il proprio voto su un tema delicato come AIMAG. Basta una semplice comunicazione come fatto durante il referendum del 2009.
 
Invitiamo inoltre nel frattempo i cittadini ad andare a firmare all’ufficio elettorale, all’ufficio protocollo, a Qui Città, agli studi Notarili Camocardi, Pantano, Panno, e sostenere gli sforzi del comitato cittadino “per l’acqua pubblica” che raccoglie firme durante i banchetti in piazza al sabato e al giovedì.
 
E’ prima di tutto una questione di giustizia, ragionevolezza e partecipazione, già questa azione ostruzionistica della giunta evidenzia la volontà di un’operazione tutt’altro che trasparente.

Gli articoli di legge
 
I gruppi consiliari di Carpi Futura e Movimento Cinque stelle Si allegano di seguito le diverse inadempienze della legge:  1. L'art 8 del suddetto decreto legge detta: I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
 
2. Nel procedimento relativo all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei princìpi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
 
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
 
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali,  comunali e circoscrizionali.
 
La Legge 7 agosto 1990, n. 241, nuove norme sul procedimento amministrativo, detta: art. 1. (Principi generali dell'attività amministrativa) L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza, secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai principi dell'ordinamento comunitario.

Nella foto, il Consiglio comunale di Carpi