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Tornado Modena, firmata la dichiarazione di stato di crisi regionale
Provincia - Bassa modenese
Venerdì 09 Maggio 2014 13:40

alt“Da una prima e sommaria valutazione effettuata da parte dei Comuni, risultano circa 70 aziende e 30 abitazioni con danni significativi, a cui si sommano ulteriori 50 abitazioni con danni minori, oltre a quelli su autovetture, veicoli, infrastrutture a rete e interruzioni della viabilità”.

È il primo bilancio dei danni delle tromba d’aria che lo scorso 30 aprile hanno colpito la provincia di Modena - in particolare i comuni di Nonantola, Castelfranco Emilia e San Cesario sul Panaro - fatto in Aula dall’assessore regionale alla Sicurezza territoriale, Paola Gazzolo, in risposta a un’interrogazione presentata per il question time da Andrea Leoni.
Il consigliere, nell’esprimere vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite e riconoscenza per l’opera di soccorso prestata dai Vigili del fuoco e dalla Protezione civile, ha chiesto di conoscere cosa intenda fare la Regione per consentire a cittadini e imprese di ripartire al più presto e ha anche criticato la Giunta per non aver deciso di fornire su questa emergenza una comunicazione in Aula, secondo le modalità adottate in altre circostanze. “Non vorrei- ha commentato- che questa fosse una calamità di serie B”.

L’assessore Gazzolo ha riferito che “l’evento ha assunto caratteri di particolare intensità nella zona artigianale di Nonantola, anche se le conseguenze del maltempo hanno interessato tutta la regione, con particolare riferimento alle colture agricole”. Per quanto riguarda proprio il comparto agricolo, la Giunta - attraverso le Province - “ha già avviato le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e la conseguente attivazione del fondo di solidarietà”. Anche se, ha segnalato l’assessore, i regolamenti nazionali ed europei “non danno la possibilità di prevedere misure compensative a fronte di avversità atmosferiche come pioggia e grandine, dal momento che contro questi rischi è possibile assicurare le produzioni”. L’impegno della Regione è invece quello di intervenire, come già successo con il tornado del 2013, laddove si siano verificati eventi catastrofici “per i quali non è prevista l’obbligatorietà di assicurare le produzioni e le strutture, per accedere agli aiuti del Fondo di solidarietà nazionale”. Si tratta di un bando “in arrivo” che stanzierà risorse a favore delle aziende agricole del modenese colpite dalla tromba d’aria. Le risorse verranno destinate al ripristino delle strutture aziendali distrutte o danneggiate, compresi gli impianti frutticoli e i vigneti, all’acquisto di macchinari e attrezzature, di scorte vive o morte e di impianti anti-grandine e di irrigazione danneggiati.

Per i danni a strutture e infrastrutture pubbliche, privati e attività produttive, l’Agenzia di Protezione civile insieme alle Amministrazioni locali ha già avviato una prima valutazione sulla loro entità, “in base alla quale verrà richiesta al Governo la deliberazione dello stato di emergenza, fondamentale per la successiva ricognizione analitica dei danni e l’eventuale attribuzione di fondi statali”. In attesa della deliberazione, “nella giornata di oggi il presidente Vasco Errani ha già firmato il decreto di dichiarazione dello stato di crisi regionale per i territori di Castelfranco Emilia, Nonantola e San Cesario sul Panaro. Si tratta - ha concluso l’assessore - di un primo segnale concreto di vicinanza ad un territorio più volte duramente provato”.

Leoni si è dichiarato “insoddisfatto” della risposta, soprattutto per la tempistica degli aiuti economici, “perchè - ha fatto presente - alcune aziende della zona non hanno ancora ricevuto i contributi per i danni del terremoto né quelli del tornado del 2013”. Senza dunque mettere in dubbio la qualità delle intenzioni, Leoni ha quindi chiesto con forza che siano accelerate le procedure di erogazione dei fondi e ridotte al minimo “le pastoie burocratiche”. “L’intraprendenza della popolazione e delle aziende colpite nell’intervenire per ripristinare i danni - ha concluso - non deve diventare una scusa per l’inerzia degli enti locali”. Tra le misure a suo avviso da adottare, oltre alla dichiarazione dello stato di calamità naturale, si dovrebbe anche “prorogare il pagamento delle tasse e delle rate dei mutui bancari ai soggetti danneggiati, far attivare il sistema degli ammortizzatori sociali e avviare la procedura di richiesta di una non ‘tax area’ o di una fiscalità di vantaggio per le zone colpite dal sisma 2012, dall’alluvione 2014 e dalle recenti trombe d’aria per un periodo di almeno 3 anni”.