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Siamo alle solite: Gigetto, treno da terzo mondo e i sindaci che scrivono alla regione
Sabato 05 Novembre 2016 08:27

altLa tratta ferroviaria Modena-Sassuolo, da 30 anni mai rimodernata, nonostante le promesse altrettanto decennali, al centro di innumerevoli polemiche legate al malfunzionamento di una linea che ha ancora la struttura ed i servizi dei decenni passati è tornata nuovamente alla ribalta della cronaca per i nuovi casi di ritardi e di soppressioni di corse che hanno complicato la vita nelle ultime settimane a centinaia di pendolari. Ed è così che i Sindaci dei Comuni di Fiorano, Formigine, Maranello e Sassuolo hanno scritto al presidente della Regione e agli organi competenti relativamente ai disagi sulla tratta.

La richiesta degli amministratori è quella di dare atto al più presto agli impegni presi, garantendo gli standard adeguati. Nello specifico, è necessario accelerare i tempi per l'entrata in servizio dei nuovi convogli e delle relative infrastrutture, completare l’installazione dei dispositivi di sicurezza e la manutenzione della tratta, avviare il prima possibile il già annunciato progetto di rinnovamento delle stazioni sulla linea.
“Riconosciamo che il programma regionale denominato La cura del ferro sta dando buoni risultati in termini di rinnovamento e ammodernamento nel servizio ferroviario in altri territori - si legge nella lettera a firma dei Sindaci - Solo lavorando congiuntamente su questi aspetti con attenzione e solerzia potremo iniziare a colmare quel gap che penalizza il servizio ferroviario regionale a Modena e nel distretto ceramico rispetto ad altre tratte locali gestite dalla regione Emilia Romagna e da FER”.




 

L'impossibilità di vidimare il biglietto non solo sta generando da oltre anno mancato introiti al gestore, ma non consente nemmeno al gestore stesso di registrare l'utenza presente e quindi l'utilizzo del servizio nelle diverse corse e nelle diverse ore del giorno.

Sulle cause dei ritardi è lo stesso Assessore che dichiara un rimpallo di responsabilità dei diversi enti competenti sulla linea: Fer che gestisce le stazioni ed è quindi responsabile dell'installazione della obliteratrici, la società TPER che gestisce il servizio lungo la linea ed è quindi destinataria degli introiti tariffari, e Seta, alla quale è stata delegata l'installazione e la gestione dei validatori. A fare da controllore, o meglio supervisore, la Regione che oltre al rimpallo di responsabilità evidenzia un altro problema tipico di una commedia italiana: il fatto di non trovare un accordo sul consumo dell'elettricità. A spiegarlo sempre lo stesso Assessore Peri: "L'ultimo ostacolo che si frappone all'avvio delle installazioni è legato alla definizione di un canone per l'accesso e la fruizione, da parte di TPER, dei punti di prelievo interni alle singole stazioni, al fine di potere prelevare l'energia elettrica funzionale al corretto e costante mantenimento in esercizio delle macchine obliteratrici". Il buon senso, alla fine, stando sempre alle dichiarazioni dell'Assessore, pare avere avuto la meglio. Sarebbe infatti (il condizionale è d'obbligo), in corso di perfezionamento, una convenzione tra Fer e TPER, in base alla quale, in cambio di un corrispettivo concordato, FEr consentirà il prelievo di corrente elettrica a TPER per alimentare i dispositivi distribuiti nelle stazioni e nelle fermate della rete ferroviaria.

“Spesso è dalle piccole cose che si capisce perché questo Paese ha così grandi difficoltà a decidere anche le misure più ovvie e scontate. Il caso della mancanza delle obliteratrici sulla linea ferrovia Modena-Sassuolo è da manuale - commenta il Consigliere regionale Andrea Leoni. E’ tutto un rimpallo di responsabilità e competenze tra società FER, società TPer e Seta. Evidentemente c’è proprio qualcosa che non va se anche per fare una cosa ordinaria, come installare dei validatori di biglietti, nelle stazioni di una linea ferroviaria, ci si è dovuti appellare al buon senso.”